Incoterms: CFR e CIF

Per avere tutto (o quasi) sotto controllo

Export resa CFR e CIFLa caratteristica principale di questi due termini di resa consiste nel fatto che il confine delle responsabilità non coincide con il confine dei costi. Entrambe prevedono che il venditore (esportatore) consegni la merce a bordo della nave al porto d’imbarco.

 

Ed è qui che i rischi a nostro carico cessano e passano al compratore (importatore). I costi, al contrario, sono a carico nostro fino al porto di destinazione. Questo “sdoppiamento“della linea di confine non deve far temere particolari complicazioni. Questi due termini sono molto utilizzati e consentono un innegabile vantaggio per l’esportatore in quanto la maggior parte delle operazioni sono sotto il suo controllo!

 

Obblighi del venditore (nella resa CFR)

  • Consegnare la merce a bordo della nave al porto d’imbarco (luogo di confine dei rischi del venditore)
  • Stipulare il contratto di trasporto marittimo fino al porto di destinazione, sostenendo il costo del relativo nolo
  • Fornire al compratore (importatore) il documento di trasporto marittimo (Polizza di Carico o Bill of Lading) indispensabile per il ritiro della merce a destinazione.
  • Fornire al compratore, se richieste, le informazioni necessarie alla copertura assicurativa della merce
  • Informare il compratore (importatore) dell’avvenuto imbarco
  • Provvedere alle formalità doganali di esportazione (quando richiesto) sostenendone il costo
  • Fornire al compratore la fattura commerciale export e ogni altro documento previsto dal contratto di compravendita
  • Provvedere all’ottenimento di licenze, permessi, ecc. richiesti per legge.

 

Obblighi del compratore (nella resa CFR)

  • Prendere in consegna la merce a bordo della nave nel porto di destinazione sostenendo i rischi dal momento in cui la merce è stata caricata a bordo al porto d’imbarco
  • Se non incluse nel nolo marittimo, sostenere le spese di scaricamento della merce dalla nave al porto di destinazione
  • Provvedere all’Operazione doganale import (quando richiesto) sostenendone il costo.

 

Nel caso di resa CIF si aggiungono due obblighi al venditore:

  • Stipulare una polizza assicurativa che copra la merce dai rischi di perdita o danneggiamento fino al porto di destinazione, pagandone il relativo premio
  • Fornire al compratore la polizza di assicurazione.

 

ATTENZIONE

Possibili criticità per l’esportatore:

  • Salvo diversi accordi tra le parti, la copertura assicurativa minima convenzionale (di solito indicata anche nella Lettera di Credito) deve coprire il valore CIF+10%, cioè:
    • Il costo della merce, come da fattura di vendita export
    • L’importo del nolo marittimo
    • L’importo del premio assicurativo
    • Una maggiorazione del 10% sulla somma degli importi precedenti.
  • Se il venditore (esportatore) si è impegnato contrattualmente  al rispetto di una data di arrivo della merce a destinazione (cosa che sconsiglio assolutamente), ogni eventuale ritardo introdurrebbe una questione di responsabilità molto controversa.

 

 

 

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10 Risposte a Incoterms: CFR e CIF

  1. Emmanuele scrive:

    Salve,

    Ho una domanda riguardante le spedizioni fatte dalla cina all Italia in cif.
    Pagando il primo acconto per un ordine di merce dalla cina, l azienda cinese ha imbarcato e spedito la polizza di carico in originale al cliente attendendo il saldo del carico tramite bonifico come concordato.
    Se il cliente italiano non effettua il bonifico è salda con il cntr già in viaggio, una volta giunto al porto in Italia come possiamo fare per rivendere e far sdoganare la merce ad altro cliente che paghi? Che procedura bisogna adottare quando il cliente italiano non salda alla presentazione dei documenti originali? Ci sono dei tempi tecnici, oltre i solleciti, per poter vendere il cntr ad altro e che modifiche bisogna fare una volta attaccata la Neva in Italia?
    Grazie.

    • Roberto scrive:

      Lo scenario che mi descrive è decisamente insolito. Vediamo di chiarirne gli aspetti più problematici.
      L’invio della Polizza di carico originale prima di aver ricevuto il totale pagamento (o una garanzia di pagamento) è una procedura fortemente sbilanciata, a favore dell’importatore. Non mi è chiara quale sia la sua posizione ma mi sembra d’intuire che stia operando da intermediario o da importatore che deve rivendere a un compratore italiano. In mancanza di dettagli, devo anche supporre che la Polizza di carico sia liberamente negoziabile e quindi girabile ad altro soggetto economico.
      Tenga conto che il possessore della Polizza di carico originale ha diritto di ritirare la merce dalla compagnia di navigazione indipendentemente dal fatto che abbia pagato o meno il fornitore cinese.
      Sempre a titolo informativo, in mancanza di tutti i necessari dettagli, le ricordo che la Polizza di carico originale può essere girata e consegnata ad altro soggetto, contro pagamento dell’importo desiderato. Intendo dire che lei può vendere la merce ad altro soggetto semplicemente girandogli la Polizza di carico originale contro il pagamento di quanto dovuto.
      Quando la nave arriva al porto italiano, il contenitore rimane a disposizione di chi esibirà la Polizza di carico originale. La merce sarà soggetta ad operazione doganale d’importazione. Ciò significa che l’importatore dovrà pagare i diritti doganali secondo la tariffazione doganale relativa alla merce, dopo di che l’importatore potrà disporre liberamente della merce importata.
      ATTENZIONE:
      Il contenitore rimane in giacenza gratuita per pochi giorni, il cui numero varia da porto a porto (in genere una settimana). Dopo tale periodo, scattano i costi di giacenza, per un ulteriore periodo di tempo, anch’esso variabile (circa un mese). Scaduto anche tale termine il contenitore viene dichiarato abbandonato e l’autorità portuale può decidere di venderlo all’asta e destinare il ricavato alla copertura delle spese di giacenza non pagate dall’importatore.
      Ripeto che la mancanza di dettagli m’impedisce di dare indicazioni più precise ma, in ogni caso, mi sembra di capire che, in mancanza di un intervento efficace, il buon esito dell’operazione sia fortemente a rischio.

  2. Marco scrive:

    Buongiorno,

    qualora un’azienda esporti a condizioni CIF, è evidente che il costo assicurativo è a carico del venditore, ma il beneficiario della polizza è il compratore.

    la domanda è questa, qualora il compratore richieda una copertura “warehouse-warehouse” non sarebbe tecnicamente possibile data la resa dell’operazione, infatti con la resa CIF il rischio di perdita od avaria della merce passa comunque al compratore nel momento in cui è caricato a bordo della nave. è corretta questa analisi?

    grazie per l’attenzione

    • Roberto scrive:

      Gli Incoterms, com’è noto, stabiliscono il confine tra le responsabilità e i costi che sono a carico del compratore dai costi e responsabilità che sono a carico del compratore. Nel dettaglio, i confini sono più precisamente tre: responsabilità (rischio), nolo e copertura assicurativa. In tutti i termini di resa i tre confini coincidono. Fanno eccezione tre termini: CIF, CPT e CIP, nei quali le collocazioni dei tre confini sono diverse tra loro.
      Nel caso del termine CIF, la responsabilità (rischio) passa dal venditore al compratore quando la merce è caricata a bordo della nave, come lei correttamente ha indicato. Il nolo è interamente a carico del venditore, quindi il confine è al porto di destinazione. La copertura assicurativa, infine, coincide con il nolo.
      In conclusione, la sua analisi è corretta e l’estensione della copertura fino al magazzino del destinatario non è compresa nel termine CIF.
      Vorrei anche ricordarle una particolarità che potrebbe implicitamente cambiare un po’ le cose. Il nolo mare potrebbe essere su base door-to-door o port-to door e quindi, in questi casi, anche l’assicurazione, il cui confine di competenza coincide con il nolo, si estenderebbe fino al magazzino del compratore.

  3. matteo scrive:

    salve da qualche mese mi sono messo in contatto con delle aziende cinesi per poter importare delle attrezzature del mio settore qui in italia. e sto cercando di capire quale strada più sicura intraprendere per non perdere il mio investimento. in particolare mi rifesisco al processo di spedizione fino al porto di destinazione a me più vicino che è quello di palermo: quindi quale tipo di trasporto devo far includere nel prezzo dalle aziende cinesi( quale tipo di trasporto cioè mi tutela di più?) fino all’arrivo della merce al porto di palermo per lo sdoganamento. cioè vorrei sapere quali documenti dovrei presentare per non avere problemi alla dogana. si tratta in particolare di carrelli per alimenti ( FOOD CART) quindi penso siano richiesti dei certificati di conformità. devo richiederli all’azienda esportatrice?. spero possiate aiutarmi o indicarmi a chi posso rivolgermi per avere più chiarimenti in merito alla questione.

    • Roberto scrive:

      Vediamo i suoi quesiti:
      1. qual è il tipo di trasporto che la tutela di più?
      Non c’è una risposta univoca a questo quesito. Diciamo che sarebbe necessario esaminare i pro e i contro dei vari INCOTERMS©, tenendo in considerazione le sue particolari esigenze e preferenze. Questo perché ogni termine di resa può offrire sufficienti garanzie per entrambe le parti contraenti. In estrema sintesi, possiamo affermare che la resa EXW (franco fabbrica cinese, nel suo caso) richiede che lei si faccia carico dell’intera spedizione dal magazzino del suo fornitore fino a destinazione. Può sembrare un compito troppo gravoso ma lei avrebbe il grande vantaggio di scegliere lo spedizioniere internazionale e la compagnia di navigazione.
      Al contrario, la resa CIF (Costo, Assicurazione e Nolo) trasferirebbe al suo fornitore cinese tutto il carico della spedizione ma toglierebbe a lei ogni facoltà di scegliere i fornitori del servizio e la possibilità di avere sotto controllo ogni fase della spedizione.

      2. Non mi risulta che ci sia un servizio diretto da un porto cinese fino a Palermo. Se un ulteriore approfondimento dovesse confermarlo, dovrebbe ricorrere a un servizio con trasbordo oppure scegliere un diverso porto italiano per poi far proseguire la merce via camion fino a Palermo.

      3. I documenti per l’import dalla Cina sono:
      – La fattura commerciale di vendita (emessa dal suo fornitore cinese)
      – La lista d’imballo (Packing List, anch’esso emesso dal suo fornitore)
      – Il certificato d’Origine (che suo fornitore cinese ottiene dalla Camera di Commercio Cinese)
      – La Polizza di Carico (Bill of Lading, indispensabile per entrare in possesso della merce)
      – altri eventuali documenti che lei intende richiedere al fornitore (certificati d’ispezione, assicurazione ecc.)

      4. La marcatura CE è un’autocertificazione di conformità alla normativa europea. È molto probabile che il suo fornitore cinese non ne sia in possesso per i prodotti che le venderà. Soltanto una ristretta minoranza di produttori cinese ne dispone. In ogni caso, sia che la merce abbia tale marcatura sia che non ce l’abbia, sarà lei responsabile della conformità dei prodotti che commercializzerà all’interno della UE. Tale marcatura non è sempre obbligatoria; controlli se i prodotti di suo interesse figurano nell’elenco dell’Agenzia della Dogane a questo link: https://bit.ly/2ItYali. Controlli anche, oltre alla marcatura CE, che i suoi prodotti non richiedano ulteriori certificazioni.

      Le consiglio di:
      – leggere con attenzione i miei post sui termini di resa delle merci (https://bit.ly/2N4IJ6A e https://bit.ly/2KmOL0B
      – farsi inviare dal suo fornitore una fattura proforma con l’elenco dei prodotti di suo interesse, i loro prezzi e i termini e condizioni di vendita proposti dal suo fornitore (ma sempre negoziabili…). Veda il mio post sulla fattura proforma e il suo utilizzo: https://bit.ly/2tHfnCw
      – rivolgersi a uno spedizioniere internazionale che abbia propri uffici o agenti in Cina (preferibilmente nella città del porto d’imbarco)
      – presentare allo spedizioniere di sua scelta la fattura proforma del suo fornitore cinese con la richiesta di un preventivo di spesa per la spedizione e trasporto fino a destinazione, assicurazione e dazio doganale import con relativa IVA. Chieda, cioè, tutte le componenti di costo che le forniranno il cosiddetto Landing Cost (costo totale della merce a destino e sdoganata) per una corretta valutazione della economicità del progetto.
      ATTENZIONE
      La priorità assoluta è per la scelta dello spedizioniere internazionale. Lo scelga con attenzione perché sarà un alleato prezioso!
      Auguri per il suo progetto!

  4. Fede scrive:

    Buongiorno,
    la nostra azienda sta inizando o vorrebbe iniziare ad esportare oltre mare (emirati arabi). Dove posso avere informazioni chiare in merito? su internet non riesco ad avere informazioni complete.
    Per esempio i termini MB/L o HB/L a cosa si riferiscono?
    Grazie in anticipo

    • Roberto scrive:

      I due termini significano: “Master Bill of Lading” e “House Bill of Lading”. In estrema sintesi, la differenza tra i due documenti consiste in questo.
      La Master B/L è un documento che viene emesso per il trasporto di spedizioni singole o per spedizioni consolidate (dette anche groupage). È un documento rappresentativo della merce ed è negoziabile.
      La House B/L è una ricevuta delle merci (praticamente una sotto-polizza per una partita di merce che fa parte di un groupage) che legittima il ritiro della merce a destinazione.

      ATTENZIONE
      • La House B/L non è un documento negoziabile
      • Nel caso di pagamento con credito documentario (lettera di credito), la House B/L NON è accettata per la negoziazione del credito (salvo che non sia espressamente consentito dal credito stesso).

  5. mariangela scrive:

    B/s,

    ho un atroce dubbio, abbiamo esportato (MB/L + HB/L in prepagato fino a CFR SANTOS), Ora la spedizione è stata ceduto al broker del cnee e quindi le soste sono a carico dell’importatore, vero ?
    prego gentilmente spiegare. Grz

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