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 Obiettivo: Top Manager

La competenza tecnica non basta

Mentre la tecnologia continua a rivoluzionare il mondo del lavoro, il business rimane un’impresa umana che si basa su solide relazioni per raggiungere il successo. Questo significa che padroneggiare le soft skills è cruciale per chiunque voglia eccellere nella propria carriera.

 

Le soft skills, o competenze trasversali, come dovremmo preferire chiamarle, sono attributi comportamentali e interpersonali, come ad esempio essere un membro collaborativo di un team. Potremmo definire le soft skills come

attributi personali che consentono alle persone di comunicare efficacemente e andare d’accordo con gli altri. 

 

Dal momento che sono le persone a muovere le attività, costruire e utilizzare le soft skills è la chiave per raggiungere i nostri obiettivi. Sono anche essenziali per rafforzare il proprio status personale e per essere notato, riconosciuto e promosso.

Le hard skills sono competenze tecniche che si acquisiscono attraverso un’educazione formale e l’esperienza sul campo. Quando si cerca lavoro, le hard skills come una conoscenza tecnica specifica o la conoscenza delle lingue, per esempio, sono i requisiti minimi che fanno prendere in considerazione la nostra candidatura.

Eppure, sempre più spesso sono le soft skills a fare la differenza a nostro favore rispetto ad altri candidati altrettanto qualificati dal punto di vista tecnico.

Purtroppo, il termine “soft skills” spesso fa sembrare queste competenze meno importanti rispetto alle cosiddette hard skills (che è anche un termine inadeguato per descrivere le competenze tecniche richieste per svolgere un lavoro specifico).

Ma le soft skills stanno diventando sempre più cruciali con l’ingresso della tecnologia nel mondo del lavoro.

Potremmo essere bravi a usare i numeri o a programmare come un professionista, ma se non riusciamo a lavorare bene con gli altri, non arriveremo mai molto lontano.

Troppo spesso le soft skills sono viste come attributi innati e quindi non soggette ad apprendimento: o le hai o non le hai.

È ovvio che una naturale predisposizione aiuti, ma è un grave equivoco pensare che non possano essere sviluppate e affinate con lo studio e la pratica costante. Così come impariamo altre materie, possiamo dedicarci con impegno e determinazione anche all’apprendimento delle soft skills.

L’allenamento costante, la consapevolezza di sé e degli altri, insieme all’apertura al feedback e il desiderio di miglioramento continuo sono fondamentali per sviluppare queste competenze.

Non dobbiamo arrenderci alla convinzione che alcune persone siano semplicemente più dotate di altre in determinati aspetti delle soft skills. In fin dei conti, investire nel nostro sviluppo personale e professionale in questo ambito ci renderà individui più completi e competenti, migliorando la nostra qualità di vita e le nostre performance in ogni contesto.

Però, sviluppare le soft skills non è sempre facile. Richiede uno sforzo deliberato e molta pratica per padroneggiare queste competenze lavorative laterali ma essenziali. Ma ne vale la pena perché

le competenze trasversali non possono essere replicate dai robot e, proprio per questo, diventeranno sempre più importanti e decisive per la nostra crescita professionale.

Mentre ChatGPT e i bot di intelligenza artificiale hanno dimostrato di saper superare un esame di abilitazione professionale e completare con precisione dei complessi moduli fiscali, non possono darci cose che solo gli esseri umani possono offrirci: la nostra umanità, la nostra capacità di costruire relazioni, pensare in modo creativo, innovare, influenzare e ispirare.

Man mano che progrediamo nella nostra carriera, le soft skills diventano ancora più cruciali.

Padroneggiarle fin dall’inizio può aiutarci non soltanto nella transizione a una posizione manageriale, ma anche a migliorare continuamente le nostre capacità di leadership. 

Secondo un articolo di Harvard Business Review intitolato “Perché molti manager dimenticano di essere esseri umani?” dello specialista in leadership Rasmus Hougaard, circa il 70% dei leader si valuta come persona capace di ispirare e motivare il proprio team.

Ma questa loro convinzione è spesso illusoria e i componenti dei loro team percepiscono i loro leader in modo del tutto diverso.

Secondo la ricerca “Great Attrition 2022” di McKinsey, l’insensibilità e la mancanza di ispirazione da parte dei leader sono una delle principali ragioni per cui i dipendenti scelgono di lasciare il proprio lavoro, afferma Emily Field, coautrice di “The Power to the Middle: Why Managers Hold the Keys to the Future of Work“.

Queste sono le 7 soft skills più importanti:

    1. Capacità di autovalutarsi
      Questa è la soft skill più importante perché è fondamentale e preliminare per molte delle competenze comportamentali essenziali per il successo professionale. Conoscere i propri valori, scopo, punti di forza, sfide e punti ciechi ti aiuta a interagire con gli altri in modo più autentico.
    2. Feedback
      Saper dare e ricevere feedback è fondamentale per mantenere solide le relazioni e per apportare miglioramenti significativi alle proprie prestazioni. Ricevere feedback autentici e onesti sul nostro operato è possibile soltanto se preventivamente abbiamo saputo creare un ambiente favorevole, tollerante e aperto alle critiche costruttive.
    3. Intelligenza emotiva
      La capacità di gestire le proprie emozioni e quelle degli altri è essenziale per coltivare buone relazioni. Possiamo affermare che nelle nostre relazioni umane l’Emotional Quotient è più importante dell’Intelligence Quotient.
    4. Ascolto
      Probabilmente la competenza comunicativa più impegnativa e meno praticata. Eppure l’ascolto è essenziale per comprendere gli altri e mostrare loro che diamo valore a ciò che hanno da dire. Nell’ambiente virtuale, dove la comunicazione non verbale e i segnali visivi possono essere nascosti, la capacità di ascolto richiede ancora più impegno e pratica.
    5. Leadership inclusiva
      Con i contatti da remoto le persone si sentono scollegate. I leader devono far sentire le persone incluse e appartenenti all’organizzazione. Questo non richiede soltanto la padronanza nell’uso degli strumenti tecnici di comunicazione ma richiede soprattutto di conoscere le persone a un livello emotivo profondo.
    6. Formazione
      Adottare una mentalità di formatore aiuta a coinvolgere i dipendenti e i colleghi in modo produttivo e non conflittuale. Il coaching implica un cambiamento profondo. È un’attività ad alto contenuto emotivo che permette alle persone di dare il loro meglio, senza che il formatore ricorra all’insegnamento cattedratico, frontale o, ancor peggio, umiliante.
    7. Presenza virtuale
      Mentre padroneggiare gli aspetti tecnici della comunicazione da remoto non è una soft skill, presentarsi con fiducia e condurre incontri ibridi accattivanti quando si dispone di pochi indizi visivi e si compete con un ambiente di incontro non ottimale (come uno schermo di computer) è una soft skill particolarmente rilevante. Con l’aumento della solitudine e la diminuzione della connessione, essere abili e facilitare le riunioni da una prospettiva umana paga dividendi al di là delle attività lavorative  da svolgere.

Per dare alle soft skills l’importanza che meritano, concordiamo tutti di iniziare a definirle in modo più accurato e descrittivo:

abilità sociali oltre che competenze trasversali.

Con solide abilità sociali, possiamo prosperare in qualsiasi ambiente lavorativo, migliorare la nostra reputazione professionale e far progredire la nostra carriera verso nuovi traguardi.

 

Risorse:

Adami & Associati
https://www.adamiassociati.com/soft-skills-per-manager/
Un articolo che spiega quali sono le principali soft skills richieste ai manager in diversi ambiti, come la leadership, la gestione del tempo, la negoziazione, la creatività e l’innovazione.

Umaniversita
shttps://www.umaniversitas.it/soft-skills
Un articolo che illustra i 29 consigli per sviluppare le tue soft skills, basati sulla teoria dell’intelligenza emotiva di Daniel Goleman. Tra le soft skills trattate ci sono l’empatia, l’ascolto attivo, la comunicazione assertiva, il feedback, il problem solving e il pensiero critico.

Indeed
https://www.indeed.com/career-advice/career-development/soft-skills-management un articolo in inglese che definisce cos’è il management soft skills e quali sono le più importanti per i manager. Tra le soft skills analizzate ci sono la risoluzione dei conflitti, la flessibilità, la comunicazione, la leadership, il lavoro di squadra, l’affidabilità e la credibilità.

Indeed
https://www.indeed.com/career-advice/career-development/soft-skills-for-management
un altro articolo in inglese che approfondisce nove soft skills essenziali per i manager. Tra queste ci sono la delega, la gestione dello stress, la gestione del cambiamento, l’etica professionale e la gestione delle aspettative.

Cadremploi
https://www.cadremploi.fr/editorial/conseils/conseils-carriere/soft-skills-a-maitriser-pour-bien-manager
un articolo in francese che elenca tredici soft skills indispensabili per un buon manager. Tra queste ci sono il senso della decisione, l’esercizio dello spirito critico, la flessibilità, il senso della negoziazione e l’arte di condurre riunioni.

Risely
https://www.risely.me/the-top-10-crucial-soft-skills-for-managers/
un podcast in inglese che spiega quali sono le dieci soft skills fondamentali per i manager e come svilupparle nel tempo. Tra queste ci sono la visione strategica, l’ispirazione, la diplomazia, il coaching e il mentoring.

Le Soft Skill: Cosa sono, come si misurano e come si sviluppano

Le mie soft skills: Dalla ricerca scientifica al successo: tutti i segreti per padroneggiare le competenze trasversali sul lavoro e nella vita

23 soft skill strategiche. Per valorizzare il capitale professionale

Le soft skills del manager. Mettere in atto una leadership efficace. Saper ottenere il consenso. Risolvere i problemi

 


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