I documenti dell’export

Le carte dell’export

Documenti exportLa documentazione internazionale per operare con l’estero, sebbene sia fortemente standardizzata e ripetitiva, richiede sempre grande attenzione. Un errore commesso nella compilazione di un documento, anche se apparentemente insignificante, può causare insidiosi fraintendimenti come pure il ritardato o mancato pagamento della merce venduta.

Convenzionalmente i documenti dell’export si distinguono in:

 

Commerciali

Contrattuali

Doganali

  • Il carnet ATA
  • Il certificato di origine

Di pagamento internazionale 

Assicurativi

  • La polizza assicurativa

Di trasporto internazionale

 

La Polizza di Carico è l’UNICO documento ad essere rappresentativo della merce. Questa caratteristica è molto importante, vedi approfondimento alla pagina La Polizza di Carico.

 

ATTENZIONE

Nel caso di pagamento con Lettera di Credito, tutti i documenti presentati alla banca per la negoziazione devono essere redatti nella stessa lingua della Lettera di Credito.

Se girata in bianco, la Polizza di Carico (o Bill of Lading) è l’unico documento di spedizione internazionale  che ha per conseguenza che

chi detiene la Polizza di Carico ha diritto di esigere dal vettore la consegna della merce

 

 

 

 

3 Risposte a I documenti dell’export

  1. Mary ha detto:

    Grazie mille per la gentile risposta.

  2. Mary ha detto:

    Buongiorno,
    vorrei chiederle se quando un’azienda italiana spedisce i propri prodotti ad una sua sede produttiva delocalizzata (ad esempio n Cina) oltre al DDT deve preparare tutti i documenti come se si trattasse di un’esportazione e se, il rientro dei prodotti implica un’importazione (dazi e IVA da versare).
    La ringrazio come sempre per la sua disponibilità
    Saluti

    • Roberto Coppola ha detto:

      La questione è piuttosto delicata e articolata. Se la sede produttiva è una società giuridicamente indipendente dalla sua, lei deve effettuare una temporanea esportazione in conto lavorazione. Quando la merce rientrerà in Italia, sarà assoggettata a dazio, e quindi Iva, soltanto sul maggior valore che la lavorazione cinese avrà aggiunto alla merce (il cosiddetto perfezionamento passivo). Questo, naturalmente, in estrema sintesi. Il suo doganalista conosce bene questo tipo di operazione e procederà senza difficoltà né all’uscita della merce né al suo rientro.

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